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Weber - Saint-Gobain

Glossario

Consulta il glossario per conoscere le definizioni dei termini tecnici utilizzate nelle schede prodotto e nelle schede problemi e soluzioni del sito.

Additivi antigelo

Additivi che, miscelati ad impasti cementizi, diminuiscono la sensibilità a temperature inferiori a 0°C, agendo sia sulla velocità di presa dei cementi, che sullo sviluppo di calore durante la presa. Dotati di una buona efficacia nei getti di grosso spessore, risultano quasi inefficaci negli intonaci o nei getti sottili, dove la superficie esposta alle basse temperature è molto elevata.

Additivi idrofughi

Additivi che, miscelati ad impasti cementizi, conferiscono doti di idrofugazione molto elevata, che possono arrivare a conferire alla malta indurita che se ne ottiene caratteristiche di impermeabilità. Al fine del risultato è fondamentale che, lavorando tali prodotti all'interno della pasta cementizia, gli impasti siano eseguiti con il corretto e più basso possibile rapporto A/C, e che il getto sia curato alla perfezione.

Adesione

Attitudine della colla a fare aderire la piastrella ad un determinato supporto o attitudine degli intonaci ad aderire su sottofondo.

Adesivi senza cemento

Di base per la posa di piastrelle di formato fino a cm 25 x 25 a rivestimento interno in locali asciutti.
A spessore per la posa di piastrelle di piccolo e grande formato a rivestimento interno.
A spessore tipo weber.col fix CR per la posa di piastrelle di piccoli e grandi formati su muri interni compresi i locali umidi.

Anidrite

Solfato di calcio anidro (CaSO4).

Aria occlusa

Tale caratteristica, indicata sotto forma di percentuale, ha, negli intonaci da risanamento, valori particolarmente elevati. È infatti tale proprietà una delle condizioni per ottenere permeabilità al vapore adeguate alle necessità di tali intonaci.

Autobagnante / letto pieno

Caratteristica di collanti cementizi per la quale l'impronta della spatola dentata si appiana completamente sotto il peso della piastrella esercitando una leggera pressione. Permette l'ottenimento di una superficie di contatto supporto / collante / piastrella totale con il minimo sforzo.

Autolivellante

Caratteristica di un materiale ad autoadagiarsi su di una superficie orizzontale.

Autolivellanti a basso spessore

Premiscelati a base di miscele di cementi, inerti e resine che permettono la lisciatura autolivellante dei sottofondi con i quali si possono realizzare spessori da 1 a 10 mm per mano. Si differenziano per le resistenze meccaniche secondo la classificazione UPEC.
UPEC P2: locali sottoposti a carichi limitati quali abitazioni private e locali a traffico moderato.
UPEC P3: locali sottoposti a forte traffico sia di uso privato che collettivo, pubblico e commerciale.

Bagnatura a rifiuto

Supporti porosi, come quelli in laterizio, termolaterizio, calcestruzzo cellulare espanso, mattoni pieni e particolari tipi di pietra, devono essere bagnati con acqua fino a completa saturazione prima dell'applicazione del prodotto per evitare una rapida perdita d'acqua da parte del materiale e quindi la sua "bruciatura".
Nell’ applicazione di cementi osmotici la bagnatura a rifiuto ha lo scopo di saturare d'acqua il supporto come condizione necessaria per favorire il fenomeno dell'osmosi.  

Barriera al vapore

Caratteristica per cui i prodotti, in genere impermeabilizzanti, formano un film continuo impermeabile al vapore.

Betoncini a spruzzo

Malte idonee all'applicazione a spruzzo per via umida. Sono quindi a tutti gli effetti calcestruzzi altamente tixotropici, applicati in genere con intonacatrici in continuo o meglio con macchine bistadio, si applicano in spessori normalmente compresi tra 4 e 10 cm, con inserimento di armature costituite da reti metalliche elettrosaldate con filo Æ 4,8.

Bonifica del cemento amianto(dai D.M. 06/09/94 e 20/08/99)

Incapsulamento: consiste nel trattamento delle superfici contenenti cemento-amianto con prodotti penetranti e/o ricoprenti. In tal modo si fissano al supporto le fibre di amianto e si costituisce una pellicola di protezione sulla superficie esposta. Occorre ovviamente procedere a verifiche periodiche di eventuali alterazioni o danneggiamenti del trattamento. Il D.M. 20/08/99 all'allegato 2 § 5 dice: "a seconda dell'applicazione il rivestimento incapsulante può essere:
A) a vista all'esterno: se applicato per l'incapsulamento di manufatti in cemento-amianto esposti agli agenti atmosferici e quindi soggetti a degrado progressivo, con affioramento e rilascio di fibre; rientra in questa definizione anche il rivestimento da applicare sull'intradosso di lastre il cui estradosso è direttamente a contatto con l'ambiente esterno.
B)...
C)...
D)..."
I prodotti impiegati devono essere conformi alle caratteristiche prestazionali indicate nel D.M. 20/08/99, appendice 1, per i rivestimenti incapsulanti di tipo A. In particolare lo spessore medio del rivestimento incapsulante secco non dovrà essere inferiore a 300µm e in nessun punto dovrà essere inferiore a 250µm.
Confinamento: consiste nell'applicazione di una barriera a tenuta che separa l'amianto dalle aree occupate. Pertanto prima di applicare nuovi elementi di copertura (strati isolanti, nuove lastre) si procede a trattare le lastre in cemento-amianto con prodotti che inibiscono il distacco di fibre di amianto durante le operazioni di cantiere e contribuiscono al trattamento di confinamento nell'inibire il rilascio delle stesse. Il D.M. 20/08/99 all'allegato 2 § 5 dice: "a seconda dell'applicazione il rivestimento incapsulante può essere:
A)...
B)...
C) non a vista se applicato per l'incapsulamento di manufatti in cemento-amianto, a supporto degli interventi di confinamento, che, se non associati a un trattamento incapsulante, non impediscono il rilascio di fibre al suo interno (art. 3, comma 3-c) D.M. 06/09/94) e di sopracopertura, "inteso come un intervento di confinamento" (art. 7, comma 7-a), par. c),
D)..."
I prodotti impiegati devono essere conformi alle caratteristiche prestazionali indicate nel D.M. 20/08/99, appendice 1, per i rivestimenti incapsulanti di tipi C. In particolare lo spessore del rivestimento incapsulante secco non dovrà essere inferiore a 200µm e nessuna misurazione dovrà risultare inferiore a tale valore.
Rimozione: tra le cautele da adoperare per tale intervento vi è il trattamento delle superfici con prodotti impregnanti che inibiscono il distacco delle fibre di amianto durante le operazioni di cantiere. Il D.M. 20/08/99 all'allegato 2 § 5 dice: "a seconda dell'applicazione il rivestimento incapsulante può essere:
A)...
B)...
C)...
D) ausiliario: se applicato per evitare la dispersione di fibre nell'ambiente a supporto degli interventi di rimozione (art. 5 comma 5 del D.M. 06/09/94) o durante le operazioni di smaltimento di materiali contenenti amianto.
I prodotti impiegati devono essere conformi alle caratteristiche prestazionali indicate nel D.M. 20/08/99, appendice 1, per i rivestimenti incapsulanti di tipo D. In particolare il rivestimento incapsulante dovrà essere di colore contrastante con quello del supporto. Il fornitore dovrà indicare lo spessore del film secco, la quantità da applicare per metro quadrato ed il tempo di essicazione.

Bugnato

Paramento architettonico esterno costituito da pietre lavorate aggettanti che si ritrova come elemento decorativo in molte facciate.

Calce aerea

Si ottiene dalla cottura a circa 800°C di calcari compatti che si trasformano in carbonato di calcio, questo si scompone diventando ossido di calcio e anidride carbonica; l'ossido di calcio può essere spento con un eccesso d'acqua (grassello di calce) oppure con la quantità strettamente necessaria all'idratazione (calce idrata).

Calce idraulica

Si ottiene dalla cottura di calcari compatti che contengono quantità variabili (tra il 9% e il 19%) di argilla (calce idraulica naturale) oppure da miscele di calce idrata con aggiunta di pozzolana, argilla o loppa d'altoforno (calce idraulica artificiale).

Cappotto ad intonaco termico

Isolare termicamente una parete esterna significa ridurre la dispersione di calore tra interno ed esterno. Ciò si ottiene utilizzando isolanti termici, ossia prodotti in genere a bassa densità, porosi e discontinui. Tra i più usati ricordiamo il polistirene o prodotti naturali quali la perlite (inerte minerale leggero).

Sistema a intonaco:
Il sistema ad intonaco consente di coibentare un edificio con un intonaco isolante grazie all'alto potere coibente dei costituenti dell'intonaco stesso. Gli intonaci isolanti vengono in genere rifiniti con prodotti di finitura minerali idrofugati.
A base perlite: Idoneo ad essere applicato manualmente in uno spessore di 3 o 4 cm.
A base di polistirene: Idoneo ad essere applicato a proiezione meccanizzata in uno spessore di 3 o 4 cm.

Carbonatazione

In determinate condizioni atmosferiche, temperature basse (5÷7 °C) ed elevata umidità relativa, si possono formare efflorescenze superficiali eccessive, risultato della reazione della calce libera presente nei leganti con l'anidride carbonica dell'atmosfera.

Carbonatazione (del calcestruzzo)

Fenomeno dovuto al naturale invecchiamento del calcestruzzo per cui, con l'anidride carbonica disponibile nell'ambiente, l'idrato di calcio Ca(OH)2; si trasforma in carbonato CaCO3;. Pertanto l'abbassamento del valore di pH da 12÷13 a circa 9 provoca una perdita del potere protettivo delle armature.

Cavillature

Sono fessure di ampiezza inferiore ad 1 mm, disposte a ragnatela, in genere superficiali e determinate dal ritiro idraulico.

Cementi osmotici

Sono miscele a secco di sabbie selezionate, cementi e additivi specifici, in grado di realizzare una impermeabilizzazione sia superficiale che strutturale.
Per spinta positiva: In questi prodotti sono privilegiate l'impermeabilità superficiale e la resistenza all'abrasione.
Per spinta negativa o controspinta: In questi prodotti è privilegiato l'effetto di impregnazione in profondità, e perciò l'impermeabilità strutturale.
Per applicazione a spessore: Consentono di realizzare impermeabilizzazioni in spinta o controspinta evitando il lavoro di regolarizzazione del supporto.
A presa istantanea: Prodotti con tempi di presa entro 30÷40 secondi usati solo per bloccare stillicidi e venute d'acqua.

Cemento adesivo

Tipo fermabond per la posa tradizionale nei casi difficili: traffico intenso, piastrelle poco porose, piastrelle di grande formato.

Classificazione UPEC

Classificazione dei locali in funzione della severità di condizioni d'impiego.

Coefficiente di assorbimento d'acqua w

Indica la quantità d'acqua, espressa in kg, che riesce ad attraversare una superficie di 1 mq in un determinato tempo. W24 indica che la misura viene realizzata nelle 24 ore.

Coefficiente di resistenza al passaggio del vapore µ

Espresso con un numero, indica quante volte il materiale è meno traspirante rispetto ad un pari spessore d'aria; pertanto i prodotti con i valori µ più bassi, a parità di spessore applicato, sono quelli dotati di caratteristiche di traspirabilità migliori.

Coibenza

Indica la capacità dei materiali che vengono utilizzati negli interventi di isolamento termico di opporre una elevata resistenza al passaggio del calore; tali materiali vengono quindi definiti materiali coibenti.

Colature

Si manifestano se la facciata viene bagnata dalla pioggia prima che il materiale sia asciutto con il dilavamento del colore oppure nel caso in cui la polvere depositata venga sciolta dall'acqua piovana intaccando il colore.

Collante

Per "collante" si intende lo strato legante destinato ad assicurare l'aggancio tra sottofondo e materiale da posare. La scelta del prodotto idoneo è determinata dal tipo di sottofondo, dal tipo di materiale da incollare, dallo spessore da realizzare, dalle caratteristiche e dalla destinazione d'uso del locale.

Collanti a leganti misti

Collanti cementizi a leganti misti monocomponenti tipo weber.col progres 400 o sistemi bicomponenti per la posa in casi difficili: facciate, pavimenti a traffico intenso, supporti deformabili, piastrelle poco porose.

Collanti rapidi tipo weber.col pro rapid stessi impieghi dei collanti cementizi a leganti misti a spessore ma con minori tempi di messa in circolazione. Le fughe possono essere eseguite lo stesso giorno.

Collanti in polvere

Di base per la posa di piastrelle di formato fino a cm 30 x 30 solo a rivestimento e pavimento.

A spessore tipo weber.col classic prodotto polivalente per la posa di piccoli e grandi formati a rivestimento e pavimento.

Rapidi stessi impieghi dei collanti a spessore ma con minori tempi di messa in circolazione. Le fughe possono essere eseguite lo stesso giorno.

 

Colle reattive

Epossidici e poliuretanici tipo weber.col fix CR per la posa in situazioni speciali o in ambienti con aggressivi chimici.

Conduttanza termica specifica CS

Indica quanto calore disperde una parete, un solaio od un intero edificio. Espressa da CS = 1/ΣR si misura in W/m²°K.

Conduttività termica λ

Detto anche coefficiente di conduzione termica è una costante dipendente dalla natura del materiale; indica la quantità di energia termica, espressa in Watt (W), che riesce ad attraversare lo spessore di 1 m di materiale in determinate condizioni termiche. Il suo valore (misurato in W/m°K) è proporzionale alla quantità di energia termica che attraversa la sostanza: negli isolanti ha valori bassi (es. sughero 0,04 W/m°K); ha invece valori elevati nei buoni conduttori (metalli 200 ÷ 400 W/m°K).

Consolidamento superficiale

Caratteristica utile nel trattamento di materiali in facciata, degradati a causa della loro elevata porosità e della scarsa o nulla idrorepellenza, e resi pertanto sfarinanti. In sostanza trattasi di materiali a base di resine e idrorepellenti in grado per" di legare leggermente strati superficiali disaggregati a strati sottostanti in buono stato, in modo da evitarne la perdita a causa del persistere delle azioni atmosferiche. Si noti che l'effetto di consolidamento non può che essere solo superficiale.

Durabilità

Indica la capacità di un manufatto di mantenere integre nel tempo le caratteristiche strutturali e architettoniche per cui viene progettato, costruito e utilizzato. E' aspetto importante non solo tecnico o estetico, ma anche economico nell'ambito della durata delle operazioni di restauro o ripristino.

Fessurazioni

Sono fessure di ampiezza superiore ad 1 mm, ad andamento rettilineo quando vi sono movimenti statici del supporto oppure a croce quando si applicano spessori troppo elevati di materiale in una sola mano e quando il prodotto è eccessivamente fluido.

Finitori di intonaci

Sono lo strato finale dell'intonaco. Determinano la finitura e l'aspetto estetico base per la decorazione finale. Permettono di correggere eventuali irregolarità offrendo la possibilità di ottenere finiture lisce o a civile fine. Si applicano entro 4÷5 giorni dall'esecuzione dell'intonaco. Lo spessore di applicazione è compreso tra 1 e 5 mm.

  • Finitura liscia: normalmente utilizzata su intonaci interni. Si effettua con applicazione manuale eseguendo due o più passate, con spatola metallica su intonaco indurito.
  • Finitura a civile fine: utilizzata sia su intonaci interni che esterni. Normalmente si effettua con la tecnica "fresco su fresco" utilizzando per la posa spatola metallica e per la finitura frattazzi di spugna.

  • Finitori di intonaco ad aspetto civile

    Finitori di intonaci per interni ed esterni applicabili manualmente o meccanicamente su intonaci premiscelati o tradizionali a base calce-cemento con le tecnica di "fresco su fresco" e con finitura a civile fine ottenibile con frattazzo di spugna a due o più passate.

    Finitori di intonaco ad aspetto liscio

    Finitori di intonaci per interni ed esterni applicabili manualmente su intonaci a base cemento, anidrite o gesso con finitura liscia "a platrio" ottenibile con spatola metallica a due o più passate.

    Finiture e decorazioni compatibili con intonaci da risanamento

    Dovranno garantire all'intonaco deumidificante la conservazione delle doti di permeabilità al vapore su cui è fondata la sua azione. Inoltre, se applicati in esterno, dovranno essere resistenti alle intemperie e soddisfare le esigenze estetiche ed i vincoli eventuali (centri storici, piani colore, ecc.).

    • Prodotti di finitura:
      Prodotti di regolarizzazione alla calce, di colore bianco, idonei ad essere ricoperti da pitture o rivestimenti a strato sottile.

    • Rivestimenti a strato sottile:
      Trattasi di pitture da risanamento altamente traspiranti tipo terrasan pittura, terrasil extra pittura, weber calce pittura, weber.cote action L o L plus o rivestimenti tipo weber calce frattazzato, proposti per la decorazione dello strato di finitura.

    • Rivestimenti a spessore:
      Sono prodotti alla calce e ai silicati, con colori naturali che si applicano direttamente sugli intonaci deumidificanti, come finitura e decorazione.

    Fissaggio

    Operazione di ancoraggio di elementi su pareti. Sono necessari requisiti di buona tixotropia, facilità d'impasto, resistenze elevate, tempi di presa rapidi (tipo weber.tec fast50, con discrete resistenze meccaniche e ottima facilità d'utilizzo).

    Flessibilità

    Attitudine della colla a sopportare deformazioni senza subire rotture. Si esprime in mm (flessione) quando applicato un carico (espresso in N).

    Frattazzatura

    Operazione di finitura eseguita con frattazzo di spugna (finitura satinata) o spatola di plastica (finitura rigata) su prodotto staggiato e lisciato.

    Granulometria

    Indica la distribuzione della dimensione dei granuli che costituiscono un materiale. Viene normalmente individuata per setacciatura.

    Grattatura

    Operazione di finitura eseguita con grattone a denti metallici per sgranare la superficie del materiale quando è in fase di indurimento. Utile a rimuovere lo strato superficiale di prodotti minerali a spessore colorati, in genere a base calce, ed evitare quindi disuniformità di colore.

    Guaine liquide

    Prodotti pronti all'uso, di consistenza pastosa o semiliquida, da applicare a freddo, in grado di realizzare uno strato continuo, impermeabile, aderente al sottofondo, di elevata elasticità.
    Bituminose: Di colore nero, data la presenza di bitume, uniscono alle doti di impermeabilità del bitume le caratteristiche di elasticità delle resine con cui vengono additivate.
    Colorate: Prodotti similari ai precedenti ma a base di elastomeri sintetici.
    Idonee all'incapsulamento dell'amianto: Prodotti elastomerici, colorati, in grado di evitare la dispersione delle fibre di amianto nell'ambiente, aventi i requisiti di cui al D.M. 20/08/99 del Ministero della Sanità.

    Idrofugazione

    Limita l'assorbimento d'acqua alla parte superficiale del materiale e nello stesso tempo garantisce ottimi valori di traspirabilità.

    Idrorepellenza

    Riduce l'assorbimento d'acqua, velocizzandone lo scorrimento; nei prodotti di finitura di natura siliconica questa caratteristica non modifica le caratteristiche di traspirabilità del materiale.

    Impermeabilizzazione

    Operazione che conferisce ad un supporto doti di impermeabilità, ossia la capacità di non essere attraversato da liquidi.

    Impermeabilizzazione in spinta negativa o controspinta

    Il prodotto impermeabilizzante viene applicato sul lato opposto a quello da cui arriva il liquido. Pertanto la spinta idrostatica tenderà a staccare il prodotto impermeabilizzante dal supporto.

    Impermeabilizzazione in spinta positiva (o di contenimento acque)

    Il prodotto impermeabilizzante viene applicato sulla superficie che verrà a contatto con il liquido. Pertanto la pressione idrostatica esercitata dal liquido comprimerà il prodotto impermeabilizzante sul supporto.

    Inerzia termica

    Indica la capacità di accumulare calore e di cederlo in tempi successivi.

    Inghisaggio

    Tecnica di ancoraggio di perni metallici in pavimentazioni industriali per il bloccaggio di macchinari.Si effettua con malte apposite, dotate di caratteristiche leggermente espansive, al fine, sia di contrastare il ritiro del legante cementizio, ma soprattutto di ottenere resistenze molto elevate già in tempi relativamente brevi. Tali malte hanno, tra le principali caratteristiche applicative, una elevata scorrevolezza, e vanno poste in opera versandole in cavità solide, resistenti e accuratamente saturate con acqua pulita

    Intervallo di messa in circolazione

    Tempo minimo necessario, dopo la posa, per poter circolare sull'opera senza rischi di scollamento. È necessario distinguere i seguenti casi: circolazione per l'esecuzione delle fughe, circolazione leggera, circolazione normale, traffico pesante.

    Intonaci alleggeriti

    Offrono, grazie all'elevata porosità e ad inerti minerali leggeri particolari, i vantaggi degli intonaci deumidificanti oltre ad un buon isolamento termico.

    Intonaci deumidificanti per applicazione a macchina

    In questi intonaci grazie all'elevata presenza di vuoti, la superficie evaporante è così elevata da permettere di smaltire l'umidità in eccesso presente nei supporti; questi intonaci sono formulati in modo da poter essere utilizzati con le usuali intonacatrici, purchè dotate di turbomiscelatore.

    Intonaci deumidificanti per applicazione a mano

    In questi intonaci grazie all'elevata presenza di vuoti, la superficie evaporante è così elevata da permettere di smaltire l'umidità in eccesso presente nei supporti.

    Intonaci minerali colorati monocappa ad applicazione manuale

    Il prodotto per l'applicazione manuale consente all'impresa di utilizzare un materiale che permette di intonacare e decorare contemporaneamente le facciate, senza l'ausilio di particolari attrezzature. é disponibile in una sola granulometria (media). Come tutti i rivestimenti minerali colorati necessita di qualche accorgimento applicativo che permette al prodotto di esprimere pienamente le proprie caratteristiche tecniche ed estetiche.

    Intonaci minerali colorati monocappa ad applicazione meccanizzata

    Il prodotto per l'applicazione meccanizzata è rivolto alle imprese aventi strutture predisposte all'applicazione a macchina di intonaci, utilizzando normali apparecchiature per intonaci premiscelati. È disponibile in due diverse granulometrie (fine o media). Come tutti i rivestimenti minerali colorati necessita di qualche accorgimento applicativo che permette al prodotto di esprimere pienamente le proprie caratteristiche tecniche ed estetiche.

    Intonaco ignifugo

    Intonaci utilizzati nella realizzazione di pareti tagliafuoco, al fine di ridurre la propagazione dell'incendio, e per protezione di strutture e solai, per aumentare il tempo di resistenza al fuoco. Tali caratteristiche derivano sia da buoni poteri isolanti di tali intonaci, sia dalla loro natura, la temperatura del lato opposto a quello esposto all'incendio aumenta infatti molto lentamente.

    Isolamento termico con cappotto a lastre

    Isolare termicamente un edificio significa ridurre la dispersione del calore dall'interno verso l'esterno. Questo si può realizzare intervenendo con vari accorgimenti (doppi vetri, doppie finestre, eliminazione o comunque riduzione di tutti i possibili spifferi in corrispondenza delle aperture, ecc.); tra questi il più efficace è sicuramente quello di utilizzare in parete materiali con le caratteristiche necessarie all'isolamento termico, ossia prodotti aventi bassi valori di densità: quello più utilizzato è il polistirene (o polistirolo espanso). Il polistirene viene utilizzato per l'isolamento termico in lastre aventi varie dimensioni, applicate in genere esternamente, e consente di coibentare l'edificio senza la necessità di demolire il vecchio intonaco.

    Come funziona l'isolamento termico con cappotto a lastre
    Questo sistema sfrutta contemporaneamente l'inerzia termica della muratura, ossia la capacità di accumulare calore e cederlo in tempi diversi, e il potere coibente delle lastre di polistirene. La muratura infatti, mentre è in funziona il sistema di riscaldamento, accumula lentamente calore fino a raggiungere la temperatura dell'aria; il calore non si disperde verso l'esterno grazie alla presenza delle lastre di polistirene e quindi viene accumulato dalla muratura che si comporta come "accumulatore di calore". Quando il sistema di riscaldamento è spento (ad esempio durante la notte) l'aria tende a raffreddarsi e quindi la muratura, avendo accumulato calore precedentemente, tende a riportarsi in equilibrio raffreddandosi e cedendo calore. Il sistema di isolamento termico con cappotto a lastre permette inoltre di eliminare i fenomeni di condensa determinati dai ponti termici.

    Com'è composto l'isolamento termico con cappotto a lastre
    Le lastre in polistirene vengono fissate alla muratura tramite incollaggio, utilizzando una malta adesiva che deve essere applicata sulla superficie delle lastre per punti su tutto il perimetro e nella parte centrale, quando la muratura non è perfettamente piana, oppure su tutta la superficie con uno spessore uniforme, quando la muratura è planare; le lastre sono posizionate sulla muratura perfettamente accostate e sfalsate le une rispetto alle altre iniziando la posa del basso e utilizzando le apposite basi: eventualmente si può realizzare anche il fissaggio meccanico complementare con chiodi in plastica; successivamente si posizionano gli angolari. Una volta fissate le lastre, si realizza l'armatura costituita da un rasante applicato in due mani nel quale viene affogata la rete in fibra di vetro apprettata; lo strato di armatura ha il compito di ripartire le sollecitazioni e di compensare le tensioni che si formano sullo strato di finitura esterno in conseguenza delle variazioni dimensionali determinate dalle variazioni termiche esterne. Infine si realizza la decorazione con un rivestimento colorato che deve assicurare un adeguato grado di finitura estetica ed avere buone caratteristiche prestazionali: resistere agli urti, essere elastomerico per evitare la formazione di fessure, essere impermeabile, resistente ai raggi U.V., ecc.
    Certificato di idoneità tecnica ETA
    Questa certificazione, rilasciata da istituto competente, dichiara che un certo sistema di isolamento, composto da elementi aventi determinate caratteristiche, risulta idoneo all'impiego come isolamento termico esterno di facciate.

    Lamatura

    Operazione di finitura eseguita con lama d'acciaio o spazzola a chiodi per sgranare la superficie del materiale quando è in fase di indurimento.

    Lisciatura

    Operazione eseguita con spatola metallica (lisseuse) per eliminare eventuali bolle di aria formatesi durante l'applicazione e per rendere la superficie del materiale idonea all'operazione di finitura.

    Malta

    È una miscela di uno o più leganti con l'inerte, l'acqua e l'aria che, dosati in opportune proporzioni, consentono di ottenere un impasto di consistenza e lavorabilità adatte all'uso e determinate resistenze (prestazioni) allo stato indurito. La funzione principale di una malta è di unire, rivestire, livellare e proteggere gli elementi di una costruzione. In base alle proprietà e al tipo di impiego possono essere classificate in "malte per murature" e in "malte per intonaci o rasature".

    Malta aerea

    Malta composta a base di leganti aerei tipo calce aerea o idrata, calce in zolle, grassello di calce. Leganti aerei sono considerati quei leganti che non possiedono proprietà idrauliche e che pertanto induriscono lentamente solo all'aria sotto l'azione dell'anidride carbonica atmosferica con cui si combinano.

    Malta idraulica

    Malta composta a base di leganti idraulici tipo cemento portland, pozzolanico, alluminoso, miscela di calce aerea e pozzolana o cocciopesto, calci idrauliche che impastate con acqua, induriscono anche in presenza d'acqua dando luogo a prodotti meccanicamente resistenti e chimicamente stabili, anche se conservati sott'acqua.

    Malta premiscelata

    Malta dosata e miscelata nello stabilimento di produzione. Richiede per l'utilizzo solo l'aggiunta di acqua in cantiere, assicura pertanto prestazioni costanti ed economicità di utilizzo.

    Malte da costruzione per laterizio

    Malte a base di leganti idraulici ed aerei classificate in base alla resistenza a compressione in M 2,5, M 5, M 10, M 15. Utilizzabili per la posa di elementi in laterizio o in cemento compresi i blocchi "faccia a vista".

    Malte additivate

    Malte composte da leganti, inerti e piccole quantità di prodotti che ne migliorano la qualità: gli additivi. A seconda della loro funzione principale conferiscono alle malte particolari caratteristiche quali: plasticità, resistenza, idrorepellenza, adesione, fluidità, porosità, elasticità ed impermeabilità migliorando le prestazioni complessive.

    Malte antiritiro

    Nelle malte idrauliche la presenza di cemento ha come conseguenza ineliminabile e naturale la comparsa di fenomeni di ritiro durante la presa e l'indurimento all'aria. L'aggiunta nel prodotto di additivi specifici è volta a compensare e controllare tale fenomeno.

    Malte colabili

    Particolari malte cementizie, additivate in modo tale che, pur con bassi rapporti A/C, si abbiano ottime doti di scorrevolezza, abbinate ad elevate resistenze meccaniche tali da consentirne l'impiego in opere di rinforzo strutturale.

    Malte da costruzione per blocchi o laterizio isolante

    Malte specifiche, di buon potere isolante, per il montaggio e l'allettamento di blocchi in termolaterizio o in cemento alleggerito o cellulare espanso autoclavato.

    Malte da fissaggio

    Malte per l'ancoraggio di elementi metallici, o di materiali diversi su pareti. Devono avere requisiti di buona tixotropia, facilità d'impasto, resistenze elevate, tempi di presa rapidi.

    Malte da inghisaggio

    Malte per ancoraggio di perni metallici per il bloccaggio di macchinari in pavimentazioni industriali. Si effettua con malte apposite, dotate di caratteristiche leggermente espansive, al fine, sia di contrastare il ritiro del legante cementizio, che soprattutto di ottenere resistenze molto elevate già in tempi relativamente brevi. Tali malte hanno, tra le principali caratteristiche applicative, una elevata scorrevolezza, e vanno poste in opera versandole in cavità solide, resistenti e accuratamente saturate con acqua pulita

    Malte da intonaco ad applicazione manuale

    Malte da intonaco premiscelate a base di cemento, calce-cemento o calce-anidrite, utilizzabili per interni ed esterni, applicabili manualmente su nuove o vecchie murature.

    Malte da intonaco ad applicazione meccanizzata

    Malte da rinzaffo e da intonaco premiscelate a base di cemento, calce-cemento o calce-anidrite, utilizzabili con applicazione meccanica su superfici esterne od interne, nuove o vecchie.

    Malte da ripristino a presa normale

    Il tempo di presa di queste malte non differisce da quello di un comune impasto di cemento e sabbia.

    Malte da ripristino a presa rapida

    Il tempo di presa di queste malte è sensibilmente più rapido. Vengono pertanto utilizzate con temperature tra 5 °C e 10÷15 °C, o per ottenere in anticipo una significativa risposta a livello prestazionale.

    Malte da ripristino da fissaggio

    Trattasi di malte in cui il tempo di presa è molto rapido, in genere di 2÷3 minuti. Sono utilizzate per tutte le operazioni di fissaggio, ed in piccoli quantitativi alla volta.

    Malte da ripristino modellabili

    Queste malte hanno un tempo di inizio presa simile a quello delle malte rapide, a cui segue però un intervallo di tempo abbastanza ampio (in genere 30÷60 minuti) in cui è possibile modellarle, tagliarle, sagomarle.

    Malte e finitori di intonaco alla calce

    Malte ad applicazione manuale:

    Malte da intonaco premiscelate alla calce idraulica, utilizzabili per interni ed esterni, applicabili manualmente su vecchie o nuove murature.

    Malte ad applicazione meccanizzata:

    • Malte da intonaco premiscelate alla calce idraulica, utilizzabili con applicazione meccanica in interni ed esterni, su vecchie o nuove murature.

    • Finitori di intonaci alla calce:

    Finitori di intonaci alla calce con finitura a civile fine per interni ed esterni applicabili manualmente su intonaci premiscelati o tradizionali.

    Malte espansive

    In esse le additivazioni sono spinte fino ad ottenere durante la presa un aumento di volume. Devono essere perciò usate solo in spazi perfettamente delimitati e stabili e servono soprattutto per l'ancoraggio di macchinari e per l'inghisaggio.

    Malte fibrorinforzate

    Sono malte premiscelate con aggiunta di fibre alcali-resistenti. Esse aiutano il controllo dei ritiri e vanno a formare una armatura interna tridimensionale.

    Malte idrofugate

    Particolari malte additivate, utilizzate prevalentemente per l'esecuzione di intonaci esterni, in cui l'additivazione con idrofughi riduce fortemente l'assorbimento di acqua piovana, limitandolo allo strato superficiale.

    Massetto

    Strato di allettamento del pavimento finale. Può essere cementizio, a base anidrite o di altra natura.

    Massetto autolivellante a base anidrite per posa in continuo

    Premiscelato a base di anidrite, inerti e additivi che, data la particolare composizione, viene pompato allo stato liquido e forma un sottofondo continuo, autolivellante e con buone caratteristiche di resistenze meccaniche e conducibilità termica. È un prodotto solo per interno con il quale si possono realizzare spessori da 3 a 8 cm e si riescono a realizzare fino a 500 mq al giorno.

    Massetto cementizio premiscelato

    Prodotto a secco composto da speciali leganti ed inerti selezionati che permette di abbreviare i tempi di maturazione ed essiccazione rispetto alle malte tradizionali. Può essere concentrato, pronto o a rapida essiccazione.

    Massetto concentrato

    Speciale legante da miscelare in cantiere con sabbia in curva granulometrica da 0 a 8 mm per ottenere massetti asciutti che sono praticamente esenti da ritiro.

    Massetto pronto

    Premiscelato a secco composto da speciali leganti ed inerti selezionati che, oltre a permettere di ottenere massetti asciutti anche in poche ore, nelle versioni rapide e praticamente esenti da ritiro, elimina le possibilità di errori dovuti alla scelta degli inerti.
    Avendo inoltre inerti non superiori a 4 mm si ottiene una finitura liscia con molta facilità.

    Massetto tradizionale (massello, caldana, sottofondo)

    Strato di sottofondo realizzato in cantiere impastando cemento, a volte con aggiunta di calce, e sabbie di granulometria opportuna per gli spessori da realizzare. Normalmente la sabbia va da 0 fino a 1/5 dello spessore massimo da realizzare.

    Modanatura

    Elemento architettonico ornamentale, costituito da una fascia aggettante variamente sagomata, comune a molti stili architettonici.

    MPa

    Mega Pascal = unità di misura di pressione equivalente a 1 N/mm² cioè circa 10 kg/cm².

    N/mm²

    Unità di misura di pressione equivalente a 1 MPa cioè circa 10 kg/cm².

    Passivanti per ferri d'armatura

    Minio di piombo :
    È il sistema tradizionale, può però presentare il rischio di influenzare negativamente la presa del cemento.

    Resine epossidiche :
    Sono prodotti generalmente bicomponenti: il loro impiego può pertanto diventare difficoltoso in cantiere, specie con temperature basse o molto elevate.

    Convertitori di ruggine:
    Sono prodotti monocomponenti e perciò di uso più pratico dei precedenti, non sempre esenti tuttavia dal rischio di reazione con il calcestruzzo.

    Boiacche cementizie:
    I protettivi ideali del ferro, grazie all'elevata alcalinità della pasta cementizia.

    pH

    La sigla pH deriva dalle iniziali di "potenziale idrogeno"; indica il grado di alcalinità (tra 7 e 14) o acidità (tra 0 e 7). Il valore 7 indica la neutralità.

    Pitture protettive elastomeriche

    Sono pitture che, applicate in spessori consistenti, hanno elasticità tale da poter resistere senza danni ai movimenti indotti da microfessure.

    Pitture protettive uniformanti e anticarbonatanti

    Grazie all'elevata resistenza alla diffusione dell'anidride carbonica, riducono la principale causa della carbonatazione del calcestruzzo.

    Ponte termico

    Indica un punto della struttura in cui si verifica una maggiore dispersione di calore determinata dalla presenza di materiali aventi valori di conducibilità termica molto diversi; i ponti termici più comuni sono i pilastri d'angolo, le travi di bordo, le fondazioni, i punti di attacco delle coperture piane, gli edifici in cemento armato, le travi in spessore di solaio, posizionate in facciata, ecc.

    Promotore di adesione

    Supporti poco porosi e compatti, come quelli in calcestruzzo, devono essere trattati con un prodotto di preparazione prima dell'applicazione del materiale che permetta l'adesione del materiale stesso al supporto.

    Protettivi consolidanti

    Tali prodotti, di derivazione siliconica e silossanica, ma additivati con resine di natura acrilica, conservano le stesse doti di traspirabilità e idrorepellenza, ma hanno la caratteristica di migliorare i legami tra le parti superficiali in via di distacco ed il cuore sano del materiale, con ampia possibilità di graduare l'azione in modo da non formare croste dure superficiali generalmente destinate a staccarsi.

    Protettivi idrorepellenti

    Tali prodotti, di derivazione siliconica e silossanica, abbinano grande compatibilità con i materiali da costruzione, ed elevata idrorepellenza. Assolutamente non filmogeni, conservano la traspirabilità delle superfici trattate.

    Pulenti acidi

    Prodotti ad azione acida, e perciò di una certa aggressività, usati generalmente per la rimozione di incrostazioni calcaree o cementizie, e per disciogliere cristallizzazioni saline. Sono utilizzabili pertanto solo su supporti resistenti a tale aggressione, o dove tale aggressione non comporti danneggiamenti della superficie. Non devono essere impiegati su marmi lucidati, su superfici calcaree assorbenti, su ceramiche con smalti non resistenti agli acidi. Data la grande varietà di supporti e l'incertezza spesso presente in merito alla loro natura, è sempre bene effettuare un test preliminare.

    Pulenti basici

    Prodotti ad azione basica, o alcalina, usati generalmente per la rimozione di oli, grassi, depositi di smog o da inquinamento atmosferico. Trovano applicazione nella pulizia di facciate con supporti in marmo, pietre calcaree, arenarie. Non devono essere impiegati su marmi lucidati, su metalli quali alluminio o superfici zincate. Data la varietà di supporti e l'incertezza spesso presente in merito alla loro natura, è sempre bene effettuare un test preliminare.

    Rasanti

    I rasanti sono particolari malte studiate per livellare irregolarità di pochi millimetri. Aderiscono su calcestruzzi lisci e poco assorbenti come quelli disarmati da casseri metallici.
    Permettono di ottenere una finitura liscia o a civile in interni o in esterni. A differenza dei "finitori di intonaci" i "rasanti" devono essere applicati su supporti stagionati.

    Rasanti del calcestruzzo ad applicazione manuale

    Malte fini premiscelate a base di calce-cemento, additivate, utilizzabili per interni ed esterni, applicabili manualmente su nuovi o vecchi supporti in calcestruzzo.

    Rasanti del calcestruzzo ad applicazione meccanizzata

    Malte fini premiscelate a base di calce-cemento, additivate, utilizzabili con applicazione meccanica su superfici esterne od interne, in calcestruzzo disarmato da casseforme metalliche o in legno.

    Rasanti e protettivi anticarbonatanti

    Prodotti cementizi che per le loro caratteristiche di bassa permeabilità all'anidride carbonica e di impermeabilità all'acqua piovana rallentano enormemente il processo di invecchiamento del calcestruzzo.

    Rasanti e protettivi di base

    Prodotti a base di calce-cemento nati per la necessità di rasare velocemente grandi superfici in calcestruzzo, regolarizzando irregolarità fino a 1 cm.

    Rasanti e protettivi sintetici

    Questi rasanti che pure appartengono al gruppo dei prodotti a base di leganti idraulici, sono in grado, grazie agli additivi, di aderire anche su fondi sintetici, riducendo quindi i costi di preparazione.

    Rasanti per calcestruzzo per regolarizzazione

    Malte fini premiscelate a base di cemento e calce idraulica additivate, nate per la necessità di rasare velocemente grandi superfici in calcestruzzo, in interni o esterni, regolarizzando irregolarità fino a 1 cm. Disponibili ad applicazione manuale o meccanizzata.

    Rasanti per calcestruzzo protettivi e anticarbonatanti

    Prodotti che per le loro caratteristiche di bassa permeabilità all'anidride carbonica e di impermeabilità all'acqua piovana rallentano enormemente il processo di invecchiamento del calcestruzzo.

    Resistenza al fuoco REI

    Caratteristica per cui un elemento di costruzione conserva per il tempo indicato la stabilità meccanica (R); la tenuta alla fiamma (E); l'isolamento termico (I).
    Il simbolo REI 120 indica pertanto la conservazione per 120 minuti delle tre caratteristiche, di un elemento soggetto alla prova di cui alla circ. 12 Min. Int. del 17/05/1980

    Resistenza alla diffusione della CO2

    Misurato con valore µ CO2 indica la capacità del prodotto ad ostacolare l'accesso dell'anidride carbonica verso il supporto. Tanto è maggiore il valore, tanto più elevato sarà l'effetto protettivo.

    Resistenza termica R

    Indica la resistenza che un materiale avente un determinato spessore oppone al passaggio di energia termica in determinate condizioni e si esprime come l'inverso della conduttività termica: quindi R = S / λ; (misurata in m2°K/W), dove S è lo spessore del materiale considerato. I materiali con elevato potere isolante, quindi coibenti, hanno elevati valori di resistenza termica, mentre quelli con caratteristiche di buona conducibilità hanno valori più bassi.

    Rinzaffo

    Strato di aggancio realizzato mediante lancio o proiezione di materiale più morbido, coprente almeno il 60÷70% del supporto, avente lo scopo di rendere più ruvida la superficie e migliorare così l'adesione dello strato successivo. La "strollata" è un rinzaffo realizzato a mano.

    Ritiro controllato / compensato

    Caratteristica di una malta cementizia atta a compensare i ritiri dovuti alla maturazione. Nelle malte idrauliche infatti, la presenza di cemento ha come conseguenza ineliminabile e naturale la comparsa di fenomeni di ritiro durante la presa e l'indurimento all'aria. L'aggiunta nel prodotto di additivi specifici è volta a compensare e controllare tale fenomeno.

    Rivestimenti a base minerale in pasta

    A base calce: costituiti da cariche minerali finissime (pitture) oppure da inerti di varia granulometria (rivestimenti a basso spessore) hanno come legante grassello di calce, sono colorati con ossidi minerali e additivati con leganti sintetici per ottenere maggiore durata, maggiore resistenza e migliore lavorabilità.

    A base siliconica:costituiti da cariche minerali finissime (pitture) oppure da inerti di varia granulometria (rivestimenti a basso spessore) hanno come legante silicato di potassio diluito con acqua distillata additivato con leganti sintetici che conferiscono buona lavorabilità e sono colorati con ossidi minerali; l'adesione al supporto avviene tramite il processo di silicatizzazione del legante con i componenti silicei presenti nell'intonaco di sottofondo.

    Rivestimenti minerali in pasta ai silicati

    Costituiti da cariche minerali finissime (pitture) oppure da inerti di varia granulometria (rivestimenti a basso spessore) hanno come legante silicato di potassio diluito con acqua distillata e sono colorati con ossidi minerali; l'adesione al supporto avviene tramite il processo di silicatizzazione del legante con i componenti silicei presenti nell'intonaco di sottofondo. La lavorabilità è garantita dalla presenza di resine acriliche nella percentuale a normativa DIN 18363/2.4.6.

    Rivestimenti minerali in polvere alla calce

    Costituiti da inerti di varia granulometria hanno come leganti calce aerea e leganti idraulici, sono colorati a secco in fase di miscelazione con ossidi minerali, vengono impastati con sola acqua ed applicati in facciata a medio spessore su supporti finiti a rustico oppure a basso spessore su supporti finiti a civile.

    Rivestimenti sintetici

    A base acrilica o vinilacrilica:costituiti da cariche minerali finissime (pitture) oppure da inerti di varia granulometria (rivestimenti a basso spessore) sono additivati con leganti sintetici di natura acrilica o vinilacrilica e colorati con ossidi minerali; necessitano sempre di un prodotto di preparazione del sottofondo per uniformare gli assorbimenti e migliorare la lavorabilità.

    A base siliconica:costituiti da cariche minerali finissime sono additivati con leganti sintetici di natura siliconica e colorati con ossidi minerali; necessitano sempre di un prodotto di preparazione del sottofondo che contribuisce a consolidare e a migliorare le caratteristiche di idrorepellenza. Le elevate caratteristiche di traspirabilità e di idrorepellenza sono garantite dal rispetto della normativa DIN 18558.

    Sali solubili

    Nei muri umidi troviamo principalmente solfati, nitrati, e cloruri. Sono i responsabili della progressiva distruzione di finiture, intonaci ed elementi murari, e sono particolarmente nocivi a causa del loro comportamento igroscopico.

    Sbollature

    Si manifestano nel caso in cui pitture o rivestimenti sintetici vengano applicati su murature umide oppure nei rivestimenti minerali quando si è in presenza di sali o vapore.

    Scivolamento

    Attitudine della colla ad impedire lo scivolamento verticale della piastrella posata, in funzione della sua dimensione e del suo peso.

    Sistema Monocappa

    Il Sistema Monocappa si basa sull'impiego di prodotti minerali in polvere, colorati nella massa, che da soli assolvono contemporaneamente le funzioni di intonaco di sottofondo (regolarizzazione e protezione del supporto) e di finitura (protezione e decorazione della facciata). Il Sistema Monocappa propone tre prodotti (uno idoneo all'applicazione manuale e due idonei all'applicazione meccanizzata), due diverse granulometrie (fine e media), 48 colori e tre diverse finiture (grattata, frattazzata con frattazzo di spugna, frattazzata con spatola di plastica).

    Spolverio e inconsistenza

    Si verificano quando i prodotti minerali vengono applicati in periodi con temperature molto elevate oppure prossime allo zero: il materiale non ha la possibilità di completare il suo ciclo di presa e indurimento.

    Spritz-beton

    Tecnica di applicazione di betoncini a spruzzo per via umida. Effettuata in genere con macchine bistadio, prevede l'applicazione di spessori normalmente compresi tra 4 e 8÷10 cm, con armature costituite da reti metalliche elettrosaldate con filo Æ 4¸8.

    Staggiatura

    Operazione eseguita con staggia di alluminio per livellare e regolarizzare lo spessore del materiale applicato.

    Strato equivalente d'aria Sd

    Indica quanti metri deve misurare uno strato d'aria per avere lo stesso coefficiente di permeabilità al vapore µ di un materiale avente un determinato spessore: Sd = µ * s, dove s è lo spessore del materiale espresso in metri.

    Tempo aperto

    Tempo massimo di attesa fra la stesura della colla sul supporto e la posa delle piastrelle.

    Tempo di aggiustabilità

    Tempo disponibile per correggere la posizione della piastrella dopo la posa.

    Tempo di fine presa

    Tempo determinato in analogia alle norme EN 196 parte III con ago di Vicat.

    Tempo di inizio presa

    Tempo determinato in analogia alle norme EN 196 parte III con ago di Vicat.

    Tempo di vita dell'impasto (Pot life)

    Tempo limite disponibile dal momento dell'impasto per un corretto utilizzo del prodotto.

    Tenuta all'acqua

    Attitudine della colla a mantenere le sue qualità a contatto più o meno prolungato con l'acqua.

    Tixotropia

    Caratteristica indicante la possibilità di applicare malte su superfici verticali senza che si produca scivolamento sul supporto e nella malta stessa fino a spessori predefiniti.

    Transfert (schiacciamento)

    Attitudine della colla a schiacciarsi sotto la piastrella in modo da ottenere una superficie di contatto supporto/colla/piastrella massima. Dipende dallo spessore della colla, dalla pressione esercitata sulla piastrella (battitura) e dal tempo aperto. Più tempo trascorrerà tra la stesura e la posa, meno il transfert sarà facile, perciò la pressione dovrà essere maggiore.

    Trasmittanza termica U

    Indica l'energia termica e quindi il calore che viene disperso attraverso un determinato spessore di un materiale in determinate condizioni e si esprime come U = 1 / R. Per calcolare il coefficiente di trasmittanza K di una parete si deve considerare la somma delle resistenze termiche R di tutti i materiali che la costituiscono ed anche quelle dell'ambiente interno e di quello esterno (∑R + Ri + Re); quindi U = 1 / ∑R + Ri + Re.

    Traspirabilità

    Indica la quantità di vapore d'acqua, espressa in grammi, che riesce ad attraversare una superficie di 1 mq nel tempo di 24 ore.

    Trattamento antisale

    Primer liquido:
    Prodotto desalinizzante a base solvente in grado di penetrare nella profondità del supporto umido senza modificare la permeabilità al vapore originaria e la composizione dei sali presenti con la formazione di un vero e proprio "filtro".

    Rinzaffo con malta:
    Particolare rinzaffo di elevata traspirabilità ad effetto desalinizzante delle superfici trattate, senza alcuna modifica dei supporti.

    Umidità residua U.R.

    Indica il contenuto in acqua di un manufatto dopo presa ed evaporazione dell'acqua di impasto (solitamente espressa in percentuale).